Led Zeppelin: Houses of the Holy (album)

Led Zeppelin - Houses of the Holy - cover album
Led Zeppelin – Houses of the Holy – cover album

Artista: Led Zeppelin
Album: Houses of the Holy (28 Marzo 1973)

Houses of the Holy è il quinto album dei Led Zeppelin, pubblicato il 28 marzo 1973 dall’etichetta Atlantic Records. Nonostante sia stato accolto da pubblico e critica con atteggiamenti discordanti, la rivista Rolling Stone lo colloca alla posizione n. 148 nella lista dei 500 migliori album di tutti i tempi. Nell’album comincia ad emergere lo straordinario talento di John Paul Jones che apporta elementi inediti al sound della band (compaiono sintetizzatori e si sperimentano nuovi generi). (it-wikipedia, en-wikipedia)

Track Listing

  1. The Song Remains the Same (Jimmy Page, Robert Plant) – 5:30
  2. The Rain Song (Jimmy Page, Robert Plant) – 7:38
  3. Over the Hills and Far Away (Jimmy Page, Robert Plant) – 4:49
  4. The Crunge (Jimmy Page, Robert Plant, John Bonham, John Paul Jones) – 3:17
  5. Dancing Days (Jimmy Page, Robert Plant) – 3:43
  6. D’yer Mak’er (Jimmy Page, Robert Plant, John Bonham, John Paul Jones) – 4:22
  7. No Quarter (Jimmy Page, Robert Plant, John Paul Jones) – 7:00
  8. The Ocean (Jimmy Page, Robert Plant, John Bonham, John Paul Jones) – 4:31

Recensioni

Houses of the Holy segue lo stesso schema di Led Zeppelin IV ma l’approccio è più rilassato nell’alternarsi di brani rock e folk. The Rain Song è uno dei momenti migliori dei Led con un arrangiamenti d’archi importane e una dolce e struggente melodia. In tutto il disco il suono della band è eccellente rendendo l’eclettismo di Page e il songwriting di Plant coerente e naturale. (AllMusic.com)

“Houses Of The Holy” è il classico disco di transizione, incastonato tra un illustre passato e un futuro ancora incerto e dai percorsi creativi non ancora ben definiti. Certo è che se i Led Zeppelin intendevano creare qualcosa di nuovo rispetto a se stessi, con questo album sono riusciti pienamente nell’intento. Meno blues e più pop-rock, chitarre più precise e definite, una voce più acuta, a tratti quasi stridula, inediti suoni elettronici. Questa sembra essere la nuova rotta che il “dirigibile” sta per intraprendere. L’innocenza degli inizi è definitivamente perduta; ora è il tempo della maturità, delle riflessioni e delle grandi prove, artistiche e umane, da superare per mantenere in volo questa meravigliosa creatura. (kalporz.com)